Giocare con ciò che NON hai

L’altro giorno ero a una conferenza piuttosto noiosa a proposito di aziende multimilionarie e così la mia mente vagava altrove per ogni frase che destava un po’ di attenzione.

Ad un certo punto però il relatore ha parlato di come è necessario pensare in grande, non accontentarsi per avere successo. Questo pensiero ha iniziato a rimbalzare nella mia mente risvegliando qualche neurone in più.

Non accontentarsi, pensare in grande è forse la variabile che maggiormente accomuna le storie di successo che ascolto quotidianamente. Quando sento “a me basta che la mia azienda…”, “meglio non crescere troppo…”, si capisce fin da subito che l’impresa (intesa qui più come “iniziativa” che come azienda) non può andare molto lontano. E non si tratta di creare un impero, quanto solo ti tenere ampia la prospettiva e di guardare lontano.

Ovviamente non tutti possono diventare dei colossi multinazionali, ma l’accontentarsi chiude le strade al migliorare, al guardarsi attorno: si può crescere anche restando piccoli. il mi-basta impedisce di mantenere attiva la mente per cogliere i segnali del mercato, le novità, le opportunità che inevitabilmente qualcuno coglierà al posto nostro. Il mi-basta è confortante e non richiede sforzi, ma esaurisce presto le nostre energie e risorse. Quindi anche se volete restare piccoli, non accontentatevi!

Non accontentarsi significa anche imparare a pensare in modo diverso. Ci siamo abituati a sfruttare al massimo le risorse che abbiamo, a distillare ogni minima goccia di potenzialità che esse possono darci e anche quando non ne abbiamo a sufficienza cerchiamo di fare in modo che bastino. Credo la si chiami “riduzione dei costi” o, più in grande, “austerità”.

Se vi piacciono i Lego, è un po’ come dire “abbiamo questi pezzi a nostra disposizione, cerchiamo di farne qualcosa di buono”.

Ma a ben guardare chi ha successo non sa giocare solo con i pezzi che ha, ma sa giocare soprattutto con i pezzi che NON ha. Sa immaginare quali pezzi gli mancano e che forma hanno. E’ una prospettiva completamente diversa: capire che cosa manca.

Se ci pensate sapere cosa manca è l’altra faccia del non accontentarsi.

Avere la visione completa, saper vedere tutto il quadro prima di completarlo, o addirittura prima di cominciarlo, e quindi sapere che cosa abbiamo e che cosa non abbiamo è il modo vincente per poter (perdonatemi la citazione) “arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima”.

Dopo aver realizzato questo è necessario essere capaci di procurarsi i pezzi che mancano e questo richiede doti relazionali, comunicative, organizzative e negoziali, pazienza, elasticità, capacità di trovare nuovi percorsi. Ma tutto parte dall’immaginazione.