Giocare (con i LEGO) lavorando

In molti mi chiedono cosa sia LEGO® Serious Play® e se davvero sia possibile conciliare il gioco (e il gioco con i mattoncini) con il lavoro.

La leggenda narra che Kjeld Kirk Kristiansen, proprietario di LEGO, si fosse stufato delle riunioni noiose e inconcludenti e così abbia cercato un modo per rendere i meeting più attraenti ed efficaci. Inutile dire che la leggenda è leggenda, ma un fondo di verità lo nasconde: a metà degli anni novanta Johan Roos e Bart Victor, entrambi professori all’IMD di Losanna, in Svizzera, crearono le basi del metodo LEGO Serious Play partendo -in estrema sintesi- dal concetto che si impara più facilmente elaborando una propria teoria (teoria del costruttivismo di Jean Piaget) e facendo qualcosa (teoria del costruzionismo di Seymour Papert) per aiutare i manager a creare e descrivere la propria vision e migliorare il proprio modo di risolvere i problemi. Kjeld era inizialmente scettico, ma quando vide i risultati dei primi esperimenti decise di supportare l’iniziativa.

Perciò la risposta è

Sì, si può giocare seriamente con i LEGO

Cos’è e a cosa serve?

Ci sono molti modi interessanti per usare i mattoncini LEGO in ambito lavorativo, ad esempio per rompere il ghiaccio, ma non tutti seguono il metodo LEGO® Serious Play®.

Il metodo LEGO® Serious Play® è specificamente pensato per promuovere il pensiero collettivo focalizzando il ragionamento sul fulcro del problema. Qualcuno dice che Serious Play è un metodo senza contenuto: il contenuto infatti deve essere messo dai partecipanti aiutati dal facilitatore.

LSP è particolarmente efficace quando si desidera sviluppare una nuova strategia, una nuova vision, migliorare il proprio modello di business, rifocalizzare i valori aziendali e in generale quando si desidera raggiungere un nuovo stato ancora poco delineato a partire dalla situazione attuale (problem solving) facendo leva sulle capacità creative, spesso latenti, del gruppo.

Come funziona?

Usando i mattoncini LEGO, i partecipanti costruiscono i modelli che rappresentano il panorama del problema e ne raccontano il significato. Tutti insieme “giocano” elaborando possibili scenari; ciò permette di approfondire i termini della questione ed esplorare insieme le possibili soluzioni, mentre il contesto giocoso migliora le relazioni sociali all’interno del gruppo.

Grazie al fatto di parlare di oggetti fisici (i modelli di LEGO), lo scambio di opinioni è più onesto e aperto perché evita la critica personale o la paura di ferire i sentimenti di qualcuno; al contrario permette di vedere le cose attraverso gli occhi dei colleghi, e quindi di affrontare i problemi reali evitando di girare intorno alla questione.

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