Mappe mentali al lavoro

Le mappe mentali al lavoro

Le mappe mentali aiutano a fissare e seguire un flusso di pensieri attorno ad un determinato concetto. Sono miracolose nel fare questo.

Se avete letto i miei post precedenti sull’argomento (Usare Freemind per le mappe mentali, A proposito di mappe mentali) sapete che io li uso spesso soprattutto quando devo mettere ordine tra i miei pensieri e le mie idee.

Ci sono molti ambiti lavorativi (e non) in cui vengono utili.

Prendere appunti

Durante le riunioni prendere appunti parola per parola richiede tempo (almeno a me che sono abbastanza lento a scrivere) e spesso mi distraggo e non riesco più a seguire la discussione tutto preso che sono a scrivere. Con le mappe mentali invece sono libero di seguire la discussione aggiungendo rami dove servono nell’albero dei concetti.

Da quando lo faccio non ho più problemi a seguire la riunione e prendere appunti. Al termine della riunione, se posso, rivedo la mia mappa. Quando occorre posso esportare la mappa dal programma e mettere il testo in un file di word.

Inoltre per prendere appunti durante le riunioni periodiche può essere utile preparare la mappa in anticipo, con alcuni rami predefiniti come ad esempio l’ordine del giorno (a cui aggiungeremo man mano i punti toccati durante la discussione), i risultati della discussione, l’elenco dei presenti, ecc. Spesso anche il proiettare la mappa aiuta tutti i presenti a focalizzarsi sulle cose da dire e quindi rende la riunione molto più efficace.

Preparare una presentazione

Anche nelle presentazioni le mappe mentali offrono un valido supporto. Innanzitutto prima, per la preparazione dell’intervento: cosa dire? come organizzare i concetti? La mappa mentale ci aiuta a visualizzare le cose che vogliamo dire e a dargli una gerarchia, organizzandoli così in modo che risulti chiaro quali sono le cose più importanti e quelle che invece potrebbero essere lasciate alla sessione di domande.

Se poi siamo abbastanza audaci possiamo usare la mappa anche per la presentazione. I software di mindmapping consentono di nascondere e mostrare solo i rami in modo da mostrare via via quelli di cui stiamo parlando.

Ho trovato che preparare le presentazioni in questo modo aiuta moltissimo perché permette di memorizzare molto bene quello che vogliamo dire. Durante le presentazioni poi, consentono di focalizzarsi su ciò che volgiamo dire più che sulla presentazione che dobbiamo mostrare.

Brainstorming

Credo che il brainstorming sia il momento in cui le mappe mentali sanno dare il meglio di loro stesse. Iniziare da un concetto centrale a cui tutti i partecipanti (spesso lo faccio anche da solo e funziona altrettanto bene) aggiungono i rami buttando lì le idea che nascono con il procedere della discussione e poi si procede aggiungendo i rami secondari agganciati ai concetti principali. E’ un metodo fortissimo per far nascere nuove idee e ampliare i concetti.

SWOT

Per l’analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats) si fa uso di una mappa già preorganizzata con i quattro rami principali a cui ognuno dà il proprio contributo. Il bello della mappa è che si può saltare da un aspetto all’altro in base a come procede la discussione e non si è rigidamente legati alla solita tabella in cui si passa da un punto all’altro sequenzialmente.

Per altro?

Ci sono moltissimi impieghi delle mappe mentali, molti le propongono per il Project Management, la Leadership, la valutazione e l’autovalutazione, ecc.

Una volta capito il potenziale e imparato ad usarle qualsiasi ambito in cui occorre “pensare” e rendere il pensiero più esplicito o anche solo per memorizzare dei concetti le mappe mentali sono un valido ausilio di cui non potremo più fare a meno.

 

Sull’argomento puoi anche leggere: Mappe mentali per il mondo del lavoro.