Il percorso delle idee (per non perderle per strada)

Come succede che un’idea ha successo? Ci sono alcuni passaggi che devono essere fatti perché un idea possa diventare, da ispirazione di un momento, realtà.

Un’idea è un’illuminazione, un’ispirazione che dura un breve istante, talvolta talmente breve che si perde in un attimo, ma quando riusciamo a coglierla e a trattenerla riusciamo a guardarla con più attenzione, rigirandola nella nostra mente come si rigira un oggetto nuovo tra le mani. È il momento della consapevolezza, quando ci rendiamo conto che tutto sommato quella brezza che ci ha rinfrescato la mente per un secondo vale la pena di essere sognata e ha un valore che può fare la differenza per noi e per gli altri.

In seguito a questa scelta spendiamo del tempo ad aggiungere dettagli all’abbozzo iniziale, altri particolari che lo definiscono meglio e ne delineano i contorni e le forme. In questo processo rischiamo di perderci dei pezzi se non iniziamo a formare il progetto, può essere un testo o un disegno o anche solo un angolino della nostra mente in cui archiviamo e custodiamo tutti gli elementi dell’idea. Gli elementi distintivi dell’idea devono iniziare a consolidare, con tutte le caratteristiche importanti che la compongono, in modo che non vadano persi.

Il progetto ha anche un’altra funzione estremamente importante, quella di permettere la comunicazione ad altri, siano essi chi lo deve realizzare, chi lo deve sostenere o chi lo deve utilizzare. Possono quindi esistere diversi elaborati di progetto con destinatari differenti, che scendono più o meno nel dettaglio a seconda delle necessità e dell’interesse per il prodotto finale (quindi quello che chiamiamo “progetto” non sempre è un’elaborato tecnico), realizzati in fasi differenti della vita dell’idea.

Solo a questo punto l’idea è pronta per diventare realtà e qualcuno dovrà occuparsi della sua realizzazione. In questa fase occorre qualcuno con i piedi ben piantati a terra, capace di gestire gli aspetti più manageriali e organizzativi che devono essere curati con attenzione. Non è detto che il nostro progetto iniziale non possa essere cambiato per assecondare difficoltà sorte in corso d’opera, ma è importante che chi ha partorito l’idea ne segua in qualche modo anche la realizzazione perché non accada che nella ricerca di compromessi, il suo cuore non venga snaturato perdendo la sua carica positiva.

Spesso a questo punto si ritiene che l’idea abbia concluso il suo ciclo vitale. In realtà è proprio adesso che se ne testa la bontà.

Questa è la fase del mantenimento dell’idea. E’ una fase molto difficile e troppo spesso trascurata: non ha più la carica di entusiasmo portata dalla novità e si scontra con il mondo reale, che la esalterà o denigrerà o, forse peggio, la ignorerà. E’ un momento molto faticoso del progetto, in cui è necessario mantenere la calma e la concentrazione e dotarsi di molta perseveranza. Chi si occupa di seguire questa fase raramente viene esaltato come chi ha iniziato e, quasi sempre, si trova a dover gestire l’eventuale malcontento che gli circola intorno. Tuttavia, quando è in buone mani, è anche una fase che può portare nuova linfa vitale all’idea primordiale, infatti la capacità di ascoltare i suggerimenti, le lamentele e i complimenti consente il miglioramento del prodotto e offre nuovi spunti per sviluppi futuri.