Web 1.0, web 2.0, web 3.0

Agli esordi il modo di concepire il web non era molto diverso dal concetto di televisione: io ho le risorse (soldi, conoscenza, contenuti,…) per creare un sito web e “trasmetterlo”. Tu puoi “ricevere” le informazioni che io condivido. Se cerchi qualcosa lo puoi trovare nelle directory in cui dovrebbe essere categorizzato oppure -tempo dopo- attraverso un motore di ricerca.

Questo era il Web 1.0.

Poi la tecnologia è evoluta e le persone anche. Così le persone hanno cominciato a voler interagire non solo con il sito web stesso, ma persino tra di loro. Hanno cominciato, insomma, non solo ad essere consumatori passivi di contenuti, ma ad essere loro stesse produttrici di contenuti. Hanno persino meritato un nome nuovo per questo: prosumers.

Posso creare un video e condividerlo, qualcun altro può commentarlo e ricondividerlo a sua volta. Puoi condividere le tue foto e tutti assieme possiamo creare una voce di un’enciclopedia che chiameremo… wikipedia perché è basata su un wiki, cioè una piattaforma web che consente di modificare rapidamente i contenuti.

Quando cerchi qualcosa in Google, ottieni i risultati in modo che quelli che potrebbero essere più rilevanti per te compaiano in testa agli altri: è una ricerca personalizzata per te!

Questo è il Web 2.0.

Ma qualcuno pensa che si possa andare oltre… che il web possa cambiare ancora e così ci si è domandati “come sarà la prossima evoluzione del web?” Ebbene nessuno lo sa ancora, il web evolve poco alla volta e non abbiamo ancora un’idea precisa di come potrebbe essere, ma potrebbe essere un bel miscuglio delle tecnologie viste precedentemente con altre ancor più strane e ancora abbozzate che si chiamano web semantico, web 3D, realtà aumentata e così via.

Qualcosa che ti capisce, sa dove sei, cosa stai facendo e di cosa hai bisogno e risponde in maniera adeguata.